Sicurezza

Importante novità: ultimamente, non solo per il canottaggio, ma anche per altri sport che hanno visto un notevole sviluppo come il Kayak o il SUP, sono usciti diversi nuovi modelli omologati per la acque svizzere (ma non solo).
Trovate qui sotto i 3 maggiormente interessanti che abbiamo trovato.
Se doveste scoprire altri modelli … scuolacanottaggio@gmail.com


Restube ha rilasciato una nuova versione (Restube PFD) del suo “cuscino” gonfiabile, omologato per le acque svizzere.
Il restube PFD è acquistabile presso la nostra scuola al costo di 115.– CHF.
Le bombolette di ricambio costano 5.– CHF l’una

Product data sheet
Differenza Restube vs Restube PFD


Alto Belt Pack Rettungsring 65 N

E ancora … Alto Belt Pack Rettungsring 65 N
Simile al Restube  ma costa quasi la metà. E’ omologato, stesso ingombro, ma forse un po’ più difficoltoso per risalire in barca (ma non lo abbiamo ancora provato).
Per le nostre remate oltre la zona rivierasca (150 m da riva) è perfetto comunque ed evita ev. multe.
Trovate tutto qui
Come club e per comande >= a 20 unità possiamo avere uno sconto del 15%.
A questo link trovate anche altri giubbotti a prezzi interessanti (Bucher + Walt)


E alla Secumar, sono usciti con questo. Interessante perchè si può anche gonfiarlo con la bocca.



Regole sui nostri laghi

Dopo un intenso scambio di E-Mail con la polizia lacuale ticinese, sappiamo che:

  • la zona rivierasca nel lago di Lugano corrisponde a 150 metri dalla riva (300 metri nei laghi più grandi in Svizzera)
  • Se remiamo oltre questi 150 metri da riva, siamo obbligati ad avere a bordo delle nostre imbarcazioni un giubbotto di salvataggio come descritto nell’ Ordinanza sulla navigazione nelle acque svizzere art. 134 (mezzi di salvataggio)
    Purtroppo il legislatore nell’articolo 134 ha specificato:
    Sono considerati equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento i giubbotti di salvataggio che corrispondono alla norma SN EN ISO 12402-5:2006 nella versione del novembre 2006
    Mentre la norma ISO 12402-5 dice che la norma vale per:
    Attività sportive e ricreative, in acque interne e/o in mare, svolte sottocosta e con possibilità di ricevere un immediato soccorso” e
    Dispositivi per utenti capaci a nuotare. Non sono giubbotti di salvataggio ma aiuti al galleggiamento” (http://www.ital-cer.com/norme-tecniche-en.htm)
    In Svizzera gli aiuti al galleggiamento sono giubbotti di salvataggio 🙁 e la polizia lacuale segue alla lettera quanto scritto nell’ordinanza (sigh).
    Quindi: a bordo (non indossato), oltre i 150 metri dalla riva, dobbiamo avere un giubbotto di salvataggio per ogni persona che corrisponda alla ISO 12402-5 o inferiore (12402-4, 12402-3 o 12402-2) perchè valgono per condizioni più estreme.

Questo quanto ci scrive la polizia lacuale:
Le imbarcazioni come le nostre devono avere a bordo unicamente l’equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento se navigano oltre la zona rivierasca interna ( 150 metri da riva ). Questo vale anche per i ragazzi con meno di 12 anni. L’importante per tutti è che questo aiuto al galleggiamento sia della taglia giusta. Ricordo che va solamente tenuto a bordo senza obbligo d’indossarlo preventivamente

  • Questi giubbotti potete trovarli, per esempio, qui:
    • https://www.4row.com/de/ch/accessoires/schwimmwesten/
    • Questo giubbotto è anche piuttosto interessante, si indossa come una maglietta ed è certificato ISO 12402. Costa 199.90 €.
      https://rowing-in-europe.com/produkt/schwimmweste-new-wave/
    • I “Restube” (non PFD) non sono omologati e non possono essere legalmente usati: Eventualmente solo come ulteriore sicurezza personale.
      • Importante novità e raccomandazione SCCM:
        Restube ha appena rilasciato (12.2018) una versione del loro prodotto omologata per la svizzera.
        Costa 119.–
        Prodotto molto interessante, leggero, poco ingombrante e sicuro.
        Trovate tutti i dettagli (in tedesco) a questo link
    • Altro ausilio interessante è questo, purtroppo non ancora sul mercato e non omologati:
      https://www.ploota.de/en/
    • Alto Belt Pack Rettungsring 65 N
      Ultimo arrivato nei nostri radar. Molto simile al Restube ma ad un prezzo decisamente interessante.
      Lo trovate qui
    • Della Secumar, un altro giubbotto molto interessante ed omologato: Lo trovate qui
  • Attraversamento del lago e uscite notturne
    Non vi sono restrizioni per l’attraversamento del lago con le nostre imbarcazioni, fatta eccezione per la navigazione notturna, almeno che abbiamo un impianto luci adeguato quindi visibile a 360 ° ( vale la stessa regola nelle zone rivierasche ), e ricordiamoci che i battelli della navigazione godono sempre e comunque della precedenza su di noi
    Le luci lampeggianti non vanno bene per la navigazione notturna.
    Devono essere visibili a 360 gradi e a luce continua di colore bianco
  • Italia:
    Per quanto concerne l’Italia, vale la convenzione italo-svizzera Art. 4 cpv 2:
    Le costruzioni, le attrezzature, l’equipaggio e tutto quanto concerne le ispezioni, le
    visite e le prove per l’accertamento dell’idoneità tecnica, le condizioni di sicurezza e
    il loro mantenimento nel tempo, dovranno essere conformi alle prescrizioni del
    Regolamento e della normativa nazionale vigente nel luogo d’iscrizione del natante
    o, in mancanza, in quello del suo stazionamento abituale
    (https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19983325/201203010000/0.747.225.1.pdf)
    Nel nostro caso valgono le prescrizioni Svizzere
  • Altro:
    • Mezzi di salvataggio collettivi:
      Le nostre imbarcazioni non possono essere utilizzate come mezzo di salvataggio collettivo. Tale mezzo deve essere totalmente indipendente ed omologato per questo scopo.
    • A bordo:
      L’attingitoio o secchio , corno o fischietto è obbligatorio solamente per i natanti che devono essere provvisti di contrassegni e quindi NON i nostri.
  • Regole generali:
    • Il senso di circolazione è “anti-orario”.
      In caso di particolari condizioni meteo (vento da nord per esempio), si consiglia di valutare le onde verso la dogana ed eventualmente di uscire dal pontile in senso orario, prestando particolare attenzione a possibile “contro-traffico”.
    • Se siete più imbarcazioni, cercate di tenervi d’occhio una con l’altra e di avere una distanza che vi permetta di intervenire in aiuto nel più breve tempo possibile se qualcuno dovesse avere un problema (es. ribaltamento).
    • State  piuttosto vicini a riva, senza avvicinarvi troppo ai canneti (si spaventano gli uccelli). Evitate di uscire dai 150 m della zona rivierasca, soprattutto in primavera, quando fuori è caldo, voi siete vestiti in modo leggero ed accaldati, ma la temperatura dell’acqua è ancora gelida.
      Ricordatevi che avete un minuto di galleggiamento per ogni grado dell’acqua (acqua a 10° C = 10 minuti di tempo per arrivare a riva a nuoto, se non vi vengono crampi prima)!
    • Di notte uscite solo se accompagnati da un monitore o un rematore esperto che conosca il lago perfettamente.
    • Prestate attenzione ai battelli di linea che hanno sempre la precedenza su di noi, ai pescatori professionisti (quelli che hanno una palla bianca sulla barca) soprattutto se usano il “cane” (traina – filo da pesca molto lungo fuori dall’acqua che segue la barca del pescatore di fianco) e ai motoscafi da wake-board che fanno onde che normalmente ci allagano le nostre barche: se dovesse capitare, ricordatevi del pontile della Canottieri Luino, prima dello Stretto di Lavena, e di quello del centro Evangelico, prima di Magliaso, dove potete attraccare e svuotare l’acqua dalle barche.
    • Controllate bene le barche prima di uscire:
      • Scalmiera ben attaccata
      • Scalmi chiusi
      • Lacci al tallone delle scarpe non troppo lungo  e laccio unico che apra le due scarpe in un colpo solo così da permettervi di togliere i piedi in caso di ribaltamento.
      • Tappi delle camere d’aria delle barche ben chiuse
      • Punta-piedi ben regolato e viti ben tirate
      • Almeno un cellulare con custodia impermeabile a bordo.
    • Se vi girate:
      • Non panicate
      • Togliete con calma i piedi dalle scarpe
      • se non riuscite a girare subito la barca ed a risalire a bordo, usate la barca o i remi sotto le ascelle come aiuto al galleggiamento.
      • Se l’acqua è fredda e siete piuttosto lontani da riva, non cercate di tornare a nuoto ma salite a cavalcioni sulla barca ed aspettate i soccorsi.
      • Non abbandonate i compagni: cercate di tornare a riva insieme (se uno ha un crampo potete aiutarlo …)
      • Partecipate ad uno dei nostri corsi annuali su come risalire in barca e sulla sicurezza in generale.

Vittima di shock termico: ecco come funziona

È il termine del momento, dopo la morte della calciatrice svizzera Florijana Ismaili nelle acque del Lario. Ma cosa c’è alla base del fenomeno? L’analisi del medico Paolo Ferrari

LUGANO – Vittima di uno shock termico. È l’ipotesi al momento più accreditata come causa del decesso di Florijana Ismaili, la giovane calciatrice della nazionale svizzera inabissatasi lo scorso weekend nelle acque del lago di Como e ritrovata senza vita martedì. Ma cosa è effettivamente uno shock termico? Tio/ 20 Minuti lo ha chiesto a Paolo Ferrari, Capo area Medica dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC).

Dottore, si parla molto di shock termico in questi giorni. Ci spiega esattamente cosa accade al nostro corpo in queste situazioni?

La questione dello shock termico, riportata dalla stampa in seguito al recente decesso della calciatrice svizzera sul Lario, richiede una rettifica. Non è la differenza tra la temperatura ambiente dell’aria (durante i periodi di canicola) e la temperatura dell’acqua a causare stress al corpo umano. Bensì la temperatura assoluta dell’acqua.

In parole povere cosa significa? 
Che se la temperatura dell’acqua è tra i 10 e i 15 gradi, può esserci una situazione molto pericolosa. Con perdita del controllo della respirazione. Il corpo subisce una scossa fredda di massima intensità. E nell’essere umano può subentrare un’incapacità di controllare l’ansimare e l’iperventilazione.

E se le temperature sono addirittura inferiori?
Quando la temperatura è sotto i 5 gradi, c’è un pericolo di vita immediato. Con una perdita totale del controllo della respirazione. L’acqua viene percepita come dolorosamente fredda.

Ci sono persone che sono allenate e che sopportano bene anche le temperature rigide. Per chi non è abituato, invece, a quali temperature può subentrare uno shock termico?
Poiché lo shock da freddo raggiunge la sua massima intensità tra i 10 e i 15 gradi, non può essere più intenso a temperature dell’acqua più basse. In altre parole, il controllo della respirazione, una volta completamente perso, non può essere perso in misura maggiore.

Si consiglia spesso di bagnarsi gradualmente. La giovane calciatrice in questione si sarebbe tuffata da un’imbarcazione in una zona piuttosto lontana dalla riva.
Partiamo dal presupposto che la temperatura dell’acqua del lago in superficie al momento sia tra i 22-24 gradi. Quindi di base nessun rischio di stress termico in zone controllate. Una muta per surfisti eccetera è, invece, raccomandata per temperature dell’acqua tra 15-20 gradi, in cui ci si può imbattere lontano dalle rive.

Da tio.ch del 04.07.2019

Enjoy Rowing 🙂