L’INTERVISTA / CARLO DE VITTORI / presidente Scuola canottaggio Caslano Malcantone
Dal Corriere del Ticino del 20.04.2021 – pagina 28

«Quando lo sport proposto bene aumenta le energie di chi studia»

Raffaele Soldati

Una nuova sede, di fianco al TC Caslano. Un gruppo di ragazzi cresciuto negli anni. Il ruolo degli allenatori e la motivazione dei giovani agonisti di una piccola ma ambiziosa società di canottaggio. Ne abbiamo parlato con Carlo De Vittori, presidente della SCCM.

Dopo un anno di pausa per il coronavirus, l’attività sembra poter riprendere. Quali le competizioni alle quali intendete partecipare?

«Per alcune regate nazionali sono stati ottenuti i necessari permessi, per altre gli organizzatori ci stanno lavorando: noi ci stiamo iscrivendo alla regata di Cham del 23-24 maggio e aspettiamo di poterlo fare per i Nazionali previsti al Rotsee il 25-27 giugno. Nel frattempo speriamo di poter partecipare a qualche regata regionale in Lombardia ed ad una ulteriore regata in Svizzera».

La preparazione dei giovani è una delle vostre priorità. Quali sono i progetti sui quali concentrate le vostre attenzioni?

«Attualmente abbiamo una trentina di ragazzi divisi in tre fasce di età: 9-12, 13-15 e 16-18, seguiti da due allenatrici specializzate per l’attività sul lago e per lo sviluppo atletico. Ovviamente il lavoro è diverso nelle tre fasce ma il progetto è comunque uno solo: portare i ragazzi ad appassionarsi a questa pratica sportiva così che possano trarne i sicuri benefici che ne derivano, non solo a livello tecnico e atletico, ma anche umano. Siamo contenti nel vedere che con il passare del tempo di attività in società i ragazzi accolgono favorevolmente proposte vieppiù impegnative come campi di allenamento intensivo e confronti nazionali e internazionali ».

La vostra società si definisce già attraverso la sigla: Scuola Canottaggio Caslano Malcantone ( SCCM). Avete iniziato diversi anni fa con un manipolo di ragazzi, adesso sono molti di più. Può spiegarci il ruolo e l’importanza dei vostri allenatori?

«I ragazzi vanno dove trovano ragazzi: amano in genere divertirsi in gruppo. Un club si sviluppa anche attraverso il passaparola tra i ragazzi stessi e tra le famiglie. Il ruolo degli allenatori è quello di saper accogliere i giovani gestendo la loro esuberanza, insegnando loro a divertirsi controllando i propri comportamenti. Insomma, motivarli perché continuino a migliorare le loro capacità senza temere difficoltà, sforzi e confronti con gli altri. Devono quindi portare i ragazzi ad avere pazienza, costanza, dedizione e fiducia sia in sé stessi che nelle risorse che il club mette loro a disposizione. Non è un compito facile, anche perché spesso i ragazzi (e i genitori) temono che il tempo dedicato allo sport possa togliere attenzioni ed energie alla scuola e allo studio, mentre nei limiti da noi richiesti e auspicati è esattamente il contrario».

Parliamo della vostra piccola Odissea in merito allo spostamento della sede. Adesso vi siete istallati di fianco al TC Caslano. Inizialmente, anche per ragioni di pianificazione, l’entrata al lago per le barche sembrava piuttosto complicata.

«Siamo davvero lieti di aver potuto  completare una sede che permette di fare canottaggio a tutti i livelli. L’accesso al lago dalla nuova sede è facilitato dalla morfologia del fondale che permette un imbarco in modo naturale, senza particolari problemi da aprile a fine ottobre. Per il periodo invernale si sta lavorando ad una soluzione naturale ottimale e di interesse non solo per il canottaggio».

Qual è il vostro rapporto con le altre società cantonali e con Swiss Rowing?

«La pandemia ha avuto sicuramente un effetto frenante in quanto si sono interrotti i normali contatti fatti di incontri, regate regionali, allenamenti di equipaggi misti e momenti conviviali. La base di collaborazione comunque è rimasta intatta e non si vede l’ora di ritrovarsi, confrontarsi e aiutarsi a migliorare ognuno la propria situazione particolare. Swiss Rowing è senz’altro vicina a tutti i club e svolge un importante ruolo di intermediazione con le autorità federali per cercare di assicurare a tutti il massimo grado di libertà d’azione per rapporto alla protezione della salute di tutti i membri. Per quanto riguarda i rapporti diretti di SR con i club ticinesi l’elezione di Martino Singerberger alla vicepresidenza è sicuramente un elemento di grande importanza ».

Carlo De Vittori (secondo da destra) e il suo staff promuovono un progetto sportivo per tre fasce di età. ©CDT/CHIARA ZOCCHETTI