Sicurezza

Dopo un intenso scambio di E-Mail con la polizia lacuale ticinese, sappiamo che:

  • la zona rivierasca nel lago di Lugano corrisponde a 150 metri dalla riva (300 metri nei laghi più grandi in Svizzera)
  • Se remiamo oltre questi 150 metri da riva, siamo obbligati ad avere a bordo delle nostre imbarcazioni un giubbotto di salvataggio come descritto nell’ Ordinanza sulla navigazione nelle acque svizzere art. 134 (mezzi di salvataggio)
    Purtroppo il legislatore non è un canottiere e nell’articolo 134 ha specificato:
    Sono considerati equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento i giubbotti di salvataggio che corrispondono alla norma SN EN ISO 12402-5:2006 nella versione del novembre 2006
    Mentre la norma ISO 12402-5 dice che la norma vale per:
    Attività sportive e ricreative, in acque interne e/o in mare, svolte sottocosta e con possibilità di ricevere un immediato soccorso” e
    Dispositivi per utenti capaci a nuotare. Non sono giubbotti di salvataggio ma aiuti al galleggiamento” (http://www.ital-cer.com/norme-tecniche-en.htm)
    In Svizzera gli aiuti al galleggiamento sono giubbotti di salvataggio 🙁 e la polizia lacuale segue alla lettera quanto scritto nell’ordinanza (sigh).
    Quindi: a bordo (non indossato), oltre i 150 metri dalla riva, dobbiamo avere un giubbotto di salvataggio per ogni persona che corrisponda alla ISO 12402-5 o inferiore (12402-4, 12402-3 o 12402-2) perchè valgono per condizioni più estreme.

Questo quanto ci scrive la polizia lacuale:
Le imbarcazioni come le nostre devono avere a bordo unicamente l’equipaggiamento individuale di aiuto al galleggiamento se navigano oltre la zona rivierasca interna ( 150 metri da riva ). Questo vale anche per i ragazzi con meno di 12 anni. L’importante per tutti è che questo aiuto al galleggiamento sia della taglia giusta. Ricordo che va solamente tenuto a bordo senza obbligo d’indossarlo preventivamente

 

  • Attraversamento del lago e uscite notturne
    Non vi sono restrizioni per l’attraversamento del lago con le nostre imbarcazioni, fatta eccezione per la navigazione notturna, almeno che abbiamo un impianto luci adeguato quindi visibile a 360 ° ( vale la stessa regola nelle zone rivierasche ), e ricordiamoci che i battelli della navigazione godono sempre e comunque della precedenza su di noi
    Le luci lampeggianti non vanno bene per la navigazione notturna.
    Devono essere visibili a 360 gradi e a luce continua di colore bianco

 

  • Italia:
    Per quanto concerne l’Italia, vale la convenzione italo-svizzera Art. 4 cpv 2:
    Le costruzioni, le attrezzature, l’equipaggio e tutto quanto concerne le ispezioni, le
    visite e le prove per l’accertamento dell’idoneità tecnica, le condizioni di sicurezza e
    il loro mantenimento nel tempo, dovranno essere conformi alle prescrizioni del
    Regolamento e della normativa nazionale vigente nel luogo d’iscrizione del natante
    o, in mancanza, in quello del suo stazionamento abituale
    (https://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19983325/201203010000/0.747.225.1.pdf)
    Nel nostro caso valgono le prescrizioni Svizzere

 

  • Altro:

    • Mezzi di salvataggio collettivi:
      Le nostre imbarcazioni non possono essere utilizzate come mezzo di salvataggio collettivo. Tale mezzo deve essere totalmente indipendente ed omologato per questo scopo.
    • A bordo:
      L’attingitoio o secchio , corno o fischietto è obbligatorio solamente per i natanti che devono essere provvisti di contrassegni e quindi NON i nostri.

 

  • Regole generali:
    • Il senso di circolazione è “anti-orario”.
      In caso di particolari condizioni meteo (vento da nord per esempio), si consiglia di valutare le onde verso la dogana ed eventualmente di uscire dal pontile in senso orario, prestando particolare attenzione a possibile “contro-traffico”.
    • Se siete più imbarcazioni, cercate di tenervi d’occhio una con l’altra e di avere una distanza che vi permetta di intervenire in aiuto nel più breve tempo possibile se qualcuno dovesse avere un problema (es. ribaltamento).
    • State  piuttosto vicini a riva, senza avvicinarvi troppo ai canneti (si spaventano gli uccelli). Evitate di uscire dai 150 m della zona rivierasca, soprattutto in primavera, quando fuori è caldo, voi siete vestiti in modo leggero ed accaldati, ma la temperatura dell’acqua è ancora gelida.
      Ricordatevi che avete un minuto di galleggiamento per ogni grado dell’acqua (acqua a 10° C = 10 minuti di tempo per arrivare a riva a nuoto, se non vi vengono crampi prima)!
    • Di notte uscite solo se accompagnati da un monitore o un rematore esperto che conosca il lago perfettamente.
    • Prestate attenzione ai battelli di linea che hanno sempre la precedenza su di noi, ai pescatori professionisti (quelli che hanno una palla bianca sulla barca) soprattutto se usano il “cane” (traina – filo da pesca molto lungo fuori dall’acqua che segue la barca del pescatore di fianco) e ai motoscafi da wake-board che fanno onde che normalmente ci allagano le nostre barche: se dovesse capitare, ricordatevi del pontile della Canottieri Luino, prima dello Stretto di Lavena, e di quello del centro Evangelico, prima di Magliaso, dove potete attraccare e svuotare l’acqua dalle barche.
    • Controllate bene le barche prima di uscire:
      • Scalmiera ben attaccata
      • Scalmi chiusi
      • Lacci al tallone delle scarpe non troppo lungo  e laccio unico che apra le due scarpe in un colpo solo così da permettervi di togliere i piedi in caso di ribaltamento.
      • Tappi delle camere d’aria delle barche ben chiuse
      • Punta-piedi ben regolato e viti ben tirate
      • Almeno un cellulare con custodia impermeabile a bordo.
    • Se vi girate:
      • Non panicate
      • Togliete con calma i piedi dalle scarpe
      • se non riuscite a girare subito la barca ed a risalire a bordo, usate la barca o i remi sotto le ascelle come aiuto al galleggiamento.
      • Se l’acqua è fredda e siete piuttosto lontani da riva, non cercate di tornare a nuoto ma salite a cavalcioni sulla barca ed aspettate i soccorsi.
      • Non abbandonate i compagni: cercate di tornare a riva insieme (se uno ha un crampo potete aiutarlo …)
      • Partecipate ad uno dei nostri corsi annuali su come risalire in barca e sulla sicurezza in generale.

Enjoy Rowing 🙂